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Aquila Player Profile | King

Pubblicato in Dolomiti Energia Trentino il Mercoledì 28 Agosto 2019, 10:00


Chi è | George King

Il padre George Sr. è un veterano di guerra. La madre Tresse, promossa nel 2016 al grado di Chief Master Sergeant, lavora nell'Air Force statunitense e al momento è sovrintendente del 374th Force Support Squadron

George McZavier King nasce nel North Carolina, poi vive tanti anni in Texas. Comincia a giocare a basket giovanissimo, già a 5 anni: i gradi non li scala nella carriera militare, ma in quella cestistica, e lo fa rapidamente. Colorado lo sceglie per investirci e per trasformarlo in un giocatore di vertice: lui accetta la sfida, passa un anno da redshirt in cui non scende neppure in campo, poi ingrana le marce alte e nella stagione successiva non solo gioca, ma vince pure il premio di giocatore più migliorato della competitiva Pac-12 Conference. 

Chiude l'avventura al college con una laurea in sociologia e con gli occhi di mezza NBA addosso: è Phoenix a sceglierlo al secondo giro del draft 2018, con la chiamata numero 59. A stregare gli addetti ai lavori, la sua versatilità, il suo tiro, la sua cattiveria agonistica e la sua "militaresca" voglia di raggiungere i propri obiettivi. 

"E pensare che fuori dal campo sono un tipo con un carattere completamente diverso!", ammette George sorridendo. "Sono uno tranquillo, quando non sono ad allenarmi o con la squadra mi piace stare a casa a riposare. Un giorno in cui posso tenere i piedi sollevati da terra per metterli su un letto o su un divano è il mio giorno ideale (ride, ndr). In palestra e in campo invece è l'esatto opposto: non mi tiro indietro un istante, sono in continua sfida con me stesso e con gli altri, nutro in ogni secondo di lavoro e di gioco la mia voglia di vincere e di migliorare come giocatore"

E' la mentalità di un ragazzo che a 25 anni sta diventando uomo, è la mentalità di chi con umiltà e voglia di mettersi in gioco ha scelto di passare da questa parte dell'Oceano per provare a costruire quasi da zero una reputazione e una carriera importante nel basket europeo. "Queste prime settimane sono state dure, non è facile abituarsi ad un modo completamente diverso di vivere e di giocare la pallacanestro. Gioco a questo sport magnifico da quando avevo cinque anni, e in queste prime settimane a Trento quello che devo fare continuamente è "spezzare abitudini", cambiare la mia routine, tarare nuovamente i miei riferimenti in campo. Le regole sono diverse, il campo è più stretto, qui si gioca in cinque contro cinque per davvero. E' una grande sfda per me vincere la resistenza di anni di lavoro fatto in un certo modo per cambiare mentalità e aggiustare alcune situazioni tecniche anche molto specifiche"

"In questo processo mi stanno aiutando tantissimo coach Nick e i compagni: l'allenatore spesso mi prende da parte, guardiamo video, parliamo di come io possa far compiere alla squadra un salto di qualità e viceversa come i miei compagni possano lavorare per rendermi la vita più facile. Adoro questo ambiente in cui tutti nel club e nella squadra sono sulla stessa pagina del libro, sono focalizzati solo sulle cose che contano davvero"
 


I numeri

40% - In 127 partite giocate a Colorado University King ha chiuso con oltre il 40% di realizzazione dall'arco dei tre punti, il secondo migliore della storia del prestigioso college. 

59 - Il numero di scelta con cui è stato chiamato al Draft NBA 2018: a selezionarlo, i Phoenix Suns con cui ha toccato il campo nella massima lega prima di giocare l'intera stagione con la squadra di G-League legata alla franchigia

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

#WeDieHard

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Perché vi piacerà

Se l'avete visto in campo in allenamento alla BLM Group Arena o nello scrimmage di Carisolo contro Cremona sapete già perché vi piacerà: King è un atleta pazzesco, un giocatore di energia, un tiratore mortifero e un gran lavoratore. Aggiungeteci il nome da star, quelle mani grandi che fanno sembrare il pallone un'arancia e il sorriso che ama sfoggiare fuori dal rettangolo di gioco, ed ecco a voi il prossimo beniamino del pubblico di Trento.

"Prima di tutto lasciatemi dire che sono finito in una città bellissima: ho fatto l'università in Colorado, è uno stato famoso nel mondo per le sue montagne, ma quelle che vedo qui intorno e tutte le mattine alzandomi sono così belle che sembrano finte! E' quasi un peccato giocare al chiuso. Cosa aspettarsi da me in campo? Beh, penso di essere il giocatore perfetto per il modo in cui questo sport si sta evolvendo: posso difendere su tanti tipi di avversari diversi, posso avere impatto in difesa in verticale attorno al ferro ma anche in orizzontale sul perimetro. E in attacco una volta aggiustati quei piccoli dettagli per adattarmi al basket europeo potrò far valere ancora di più il mio tiro da fuori e la mia capacità di attaccare il canestro". 

A quel punto la Dolomiti Energia Trentino versione 2019-20 avrà nel suo arsenale un "coltellino svizzero" adattabile ad ogni tipo di necessità e di situazione: "Mi avevano descritto così al college, perché sono versatile e utile in tanti modi diversi. Qui ho trovato una squadra di talento e tanti ragazzi con leadership, etica del lavoro e cultura sportiva. Se sapremo costruire una buona chimica e se sapremo creare una buona miscela allora per noi davvero, sky is the limit".