Una Dolomiti Energia Trentino a corrente alternata non basta per espugnare un campo caldo come Desio: i bianconeri perdono 84-72 contro la Red October padrona di casa cominciando alla grande (2-11 in apertura) ma calando alla distanza, incapaci di trovare continuità in attacco al di là degli ispiratissimi Mian (15 punti e 5/7 dall’arco) e Flaccadori (15 con 4 assist e altrettanti recuperi).

I bianconeri torneranno di scena alla BLM Group Arena di Trento mercoledì 17 ottobre in occasione del Round 3 di EuroCup contro lo Zenit San Pietroburgo (biglietti disponibili a questo link) prima della trasferta a Varese per il match di mezzogiorno contro l’Openjobmetis nel terzo turno di campionato.

La cronaca: Coach Maurizio Buscaglia, complice l’assenza dell’infortunato Gomes, inserisce Mian nel suo starting five assieme a Radičević, Marble, Pascolo e Hogue. La scelta di coach Pashutin invece è quella di lasciare in tribuna Calhoun e di rafforzare il proprio reparto lunghi con il debuttante Davon Jefferson oltre a Davis e Udanoh. Sono proprio le triple di Mian (3 consecutive) a dare a Trento il primo allungo (2-11): la Dolomiti Energia sembra una macchina perfetta anche grazie alla qualità di Radičević e Hogue (7-15), ma non ha fatto i conti con la mano calda di Frank Gaines. L’esterno statunitense manda a bersaglio 5 delle sue 6 triple tentate nel giro dei primi 10’ e ribalta la situazione anche grazie ad un paio di schiacciate clamorose di Mitchell (28-24).

La Dolomiti Energia è in affanno non solo nel contenere la vena realizzativa dei brianzoli, ma anche nel trovare spaziature e ritmo in attacco (37-29), e come spesso le capita in questo avvio di stagione alterna momenti di sbandamento ad altri di grande qualità in entrambe le metà campo. Ancora una volta è Mian a suonare la carica (5/5 da tre punti), poi sono Hogue e Marble a ridare ossigeno all’Aquila portandola sul +6 con un break di 18-4 che stordisce la Red October. All’intervallo lungo si va sul 47 pari.

Il terzo quarto segue la stessa falsariga dei primi due: Cantù ha in Jefferson e Udanoh i propri trascinatori e centro area, Trento fa e disfa senza riuscire a riprendere l’inerzia del match. Flaccadori e Hogue trovano punti e giocate di talento, e sulla sirena la tripla fuori equilibrio del “Flacca” vale il 66-61. E’ l’ultimo vero sussulto dei bianconeri, che calano alla distanza non trovando contromisure ad un Mitchell incontenibile negli ultimi 10’ e che in attacco faticano a trovare riferimenti nei momenti difficili del match. Finisce 84-72.

 

MAURIZIO BUSCAGLIA (Allenatore DOLOMITI ENERGIA TRENTINO: «Questa sera abbiamo trovato qualche buona giocata in più in attacco e dal punto di vista realizzativo, specialmente nel primo tempo, ma non abbiamo giocato come avremmo voluto in difesa: cito i 20 punti segnati dalla Red October in contropiede, siamo tornati troppo spesso lenti in difesa accoppiandoci male con gli attaccanti. E cito i rimbalzi catturati dai nostri avversari, 48, un’enormità: i rimbalzi, in particolare quelli offensivi di Cantù, sono pesati molto perché da un lato ci hanno tolto l’inerzia che abbiamo avuto ad inizio match, e dall’altro ci hanno impedito di giocare in transizione con più continuità. Abbiamo finito la partita aggiustando un po’ la nostra difesa ma perdendo brillantezza e coralità in attacco, la fretta ha preso il sopravvento e ci è mancata circolazione di palla».

 

 

Tre cose da sapere su Cantù - Dolomiti Energia Trentino
Tre cose da sapere su Dolomiti Energia Trentino - Zenit