One Team: impegno e passione per il basket anche in carcere

Pubblicato in AquiLab il Martedì 11 Febbraio 2020, 19:00

One Team coach Claudio March: "Ho ringraziato i partecipanti per l'impegno e la passione"

Si è concluso lunedì 10 febbraio, con l’ultimo allenamento presso la Casa Circondariale di Spini di Gardolo, il progetto One Team della Dolomiti Energia Trentino: ogni settimana, da metà novembre a ieri, circa una decina di detenuti si sono ritrovati presso la palestra del carcere per giocare a basket e condividere la bellezza di uno sport di squadra come la pallacanestro. Guidati dal One Team coach Claudio March i ragazzi si sono allenati sempre con grande attenzione e passione provando ad acquisire in poco tempo la tecnica necessaria per arrivare almeno a giocare un 3 vs 3. Per dieci allenamenti i ragazzi hanno collaborato per raggiungere un obiettivo comune di miglioramento, potendo contare anche sui consigli del One Team Ambassador Rashard Kelly o di qualche ospite speciale come coach Nicola Brienza o l’assistant coach Davide Dusmet. Soddisfatto di questa quarta esperienza di One Team, il progetto di responsabilità sociale di Eurolega, il One Team Manager di Aquila Basket Massimo Komatz.

"Quest'anno abbiamo voluto affrontare un progetto complesso dal punto di vista gestionale e organizzativo in un contesto complesso dal punto di vista sociale ed educativo. E’ stato per tutti, dai partecipanti a noi di Aquila, un modo per venire a contatto in modo esperienziale con il concetto di limite e di motivazione al cambiamento. È stata davvero un'esperienza concreta e di grande ricchezza.”. Di allenamento in allenamento la squadra è migliorata, ma in questo caso gli obiettivi tecnici della squadra erano secondari: fare sport in carcere, infatti, può essere un momento positivo non solo per contribuire al mantenimento di uno stato soddisfacente della salute psico-fisica, ma anche per migliorare la convivenza all’interno dell’Istituto, contribuendo ad abbassare il livello di tensioni e di conflitti.

La pallacanestro è uno sport straordinariamente stimolante in ogni contesto – spiega coach Claudio March – Il mio modo di allenare con i ragazzi del settore giovanile o con i ragazzi del carcere non è diverso: ad entrambi i gruppi chiedo di alzare la propria asticella di un centimetro ad ogni allenamento. Il basket permette ai giocatori di poter misurare i propri miglioramenti: ciascuno vede da solo i propri passi in avanti e questo è gratificante. E i ragazzi del One Team hanno fatto molti passi in avanti. Li ho ringraziati per l’impegno e per la passione dimostrati in palestra, cosa non scontata: ad ogni allenamento hanno collaborato e si sono dati da fare per crescere. Anche chi era infortunato, ha trovato nel gruppo il piacere e la forza per allenarsi, nonostante le proprie difficoltà”. Al termine dell’ultimo allenamento i ragazzi hanno ringraziato Claudio e Massimo per il tempo condiviso con loro in palestra, chiedendo anche la possibilità di proseguire nell’esperienza. Per questa ragione, insieme ai responsabili dell’area educativa, si sta ragionando per progettare una seconda appuntamento di questo tipo, vista la passione e la costanza mostrata dai ragazzi della squadra.